martedì 23 ottobre 2018 2:19 pm

La giusta mentalità dell’arbitro

La giusta mentalità dell’arbitro

Per la stagione sportiva 2016/2017 la sezione AIA Udine “G. Nais” si presenta ai nastri di partenza con ben 97 arbitri effettivi, 29 osservatori e 4 Organi Tecnici. Numeri da Commissione di categoria superiore a riprova dell’intenso lavoro di scouting e soprattutto di consolidamento dei nuovi innesti intrapreso sotto la presidenza Zannier e che il nuovo Presidente Enzo Piva ha già prontamente dimostrato di voler continuare. Di questi virgulti arbitrali ben 75 sono selezionabili per le categorie regionali e ciò è già di per sé un grande risultato: con un numero così cospicuo di arbitri sarà più facile lavorare per questo OT designando la gara più adatta a ciascuno di loro in base ad esperienza, capacità e soprattutto impegno e voglia. Infatti, come negli ultimi quattro anni impegno e voglia di emergere saranno le principali caratteristiche che questo Organo Tecnico si impone di cercare fin dalle prime gare di ciascun ragazzo. Non basta passare i test, i quiz e venire alle RTO per essere un bravo arbitro. Questo OT, permettetecelo, è ambizioso, pretende ed esige sempre il massimo dai suoi ragazzi: già a partire dalle categorie giovanili! Siamo arcisicuri che il ragazzo che si affaccia nel nostro ambiente deve apprendere e interiorizzare che esiste un solo modo per far sport: farlo per bene, con consapevolezza del ruolo, ovvero con la giusta mentalità. Ma come si ottiene la mentalità giusta, la mentalità del “vincente”? Semplice, nella pratica sportiva come nella vita non ci sono segreti, bisogna solo rimboccarsi le maniche e allenarsi per migliorare giorno dopo giorno. A tal proposito suggerisco all’Arbitro che vuole diventare Grande le 3-regole-3 per la nuova stagione: REGOLA 1 del “FIGHT CLUB AIA UDINE”, imparare dalle “sconfitte”! Lo sappiamo, sembra un controsenso, ma se si vuole diventare arbitri migliori bisogna imparare a perdere. Non nel senso di accettare in maniera dimessa la brutta prestazione (che è normale accada) per poi passare il tempo a leccarsi le ferite, bensì accettare la “domenica no” o la mancata promozione come un tassello importante per la crescita della propria carriera. Non solo a parole, però! Dietro ogni “sconfitta” occorre sapere fin d’ora che ci nascosti i segreti per migliorare e per migliorare anche a livelli superiori. Bisogna saper focalizzare non solo cosa migliorare tatticamente o tecnicamente, ma soprattutto cosa migliorare del nostro approccio mentale. Bisogna valutare la gare razionalmente, valutando cosa è andato bene e cosa è andato male per creare riferimenti importanti che sono i punti di partenza per una prossima designazione. Nella maggioranza dei casi dopo una domenica sciagurata ci si concentra solo su ciò che è andato male. Errore! Grandissimo per di più poiché, soprattutto al nostro livello, è bene che si sappia che non rende negativa una prestazione l’aver sbagliato nell’assegnare o meno un calcio di rigore, bensì l’atteggiamento dopo ogni sbaglio. Testa alta e nessuna compensazione, testa sgombra e concentrarsi sul prossimo fischio! REGOLA 2: non nascondersi dietro agli alibi! Quando qualcosa va storto l’Arbitro immaturo trova mille ragioni per dimostrare che la prestazione deludente non è di sua responsabilità. Si crea mille scuse: terreno di gioco gibboso, stretto, grande, lungo, oppure il maltempo o il solleone che fiacca, un infortunio non perfettamente guarito o il dolorino al polpaccio, troppo da studiare, l’ OT ingiusto solo con me, etc etc… La verità è che i vincenti si concentrano solo sulle situazioni che possono controllare o influenzare: si prendono la responsabilità delle sconfitte e i meriti delle vittorie. Se le condizioni della gara non sono perfette (ma proprio oggi che sono stanco doveva venire a vedermi il Presidente?), l’Arbitro forte si concentra sulle soluzioni e non sul fatto che in quella situazione non può o non crede di poter rendere al meglio. Quando un Arbitro riesce ad eliminare la propensione a crearsi o a cercare alibi e si prende davvero la responsabilità dei suoi risultati è pronto per la categoria superiore. Anche in caso di domenica ni o no, ha già posto le basi per salire. REGOLA 3: dare i giusti significati ai risultati: il saggio dice che la felicità di una persona è proporzionale alla capacità di dare i giusti significati agli eventi che gli capitano. Siamo Arbitri, certo, ma soprattutto siamo studenti, lavoratori, cittadini che devono vivere questa attività con impegno ma senza troppe pressioni, innanzitutto divertendoci! Vivere il presente senza pressioni e godendo della bella attività che abbiamo il piacere e il privilegio di fare… se diventeremo il prossimo Rizzoli nessuno lo sa, intanto facciamo gruppo e stiamo insieme a ragazzi più e meno giovani che condividono con noi questa strana Passione.

IN BOCCA AL LUPO A TUTTI PER LA NUOVA STAGIONE E SEMPRE IN GAMBA PERCHE’ NOI SIAMO AIAUDINE!

Cristian De Franco, OTS

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