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Tarcisio Serena: la nostra Serie A è la Sezione!

La riunione tecnica obbligatoria del 3 Febbraio si apre con le parole profetiche di Luigi Franzò: "Stasera è un’occasione da non perdere! È davvero un’occasione unica per tutti noi avere il responsabile della CAN D qui a Udine." E così sarà.

Tarcisio Serena inizia il suo discorso affermando che era un segnale la sua presenza qui a Udine stasera, visto che il Friuli è una delle poche zone dove la neve non ha ancora creato disagi. Lo stesso segnale potrebbe essere colto per chi questo weekend avrebbe dovuto fare l’esordio in Eccellenza se la FIGC non avesse sospeso i campionati – “Speriamo non sia un segnale” n.d.a. – mentre invece dovrà aspettare ancora qualche giorno.

Udine non è una città come tutte le altre perché il responsabile della CAN D fa il suo esordio in serie A proprio nello stadio dove stasera si trova a parlare. La cosa che non dimenticherà mai, parole sue, non è l’esordio in sé, ma la festa che ha seguito la gara, organizzata dalla sezione di Udine nel post-partita per l’arbitro bassanese.

Questo è lo spirito che deve seguire e portare in alto gli arbitri, perché non tutti i presenti in platea questa sera saranno in serie A. La nostra serie A è la sezione. Se vogliamo sentirci considerati non bisogna mirare alla serie A, ma andare in sezione: è vero che i sogni aiutano a vivere, ma bisogna godersi i propri successi! “E un esordio in Eccellenza è un grande successo!” (parole che sicuramente ricorderò prima di fischiare il calcio di inizio alla ripresa dei campionati).

Serena continua ricordandoci che la caratteristica per scalare le classifiche è frequentare la sezione. Senza questa pietra fondamentale è inutile costruire altri piani. Non bisogna guardare solo l’età, perché il futuro per un arbitro non è la categoria che va a fare. Se non si è formati dal punto di vista umano si rischia di essere bruciati a 25-26 anni dopo essere saliti a livello nazionale dove più che alla compassione bisogna allenarsi all’invidia. E dopo essere stati bruciati? Se non si ha vissuto la sezione tutto è perduto perché dietro ad un grande arbitro c’è sempre un grande gruppo.

Il futuro dell’associazione è, di conseguenza, quello di far crescere gli arbitri facendo prendere loro decisioni che fanno crescere e maturare. E per crescere, bisogna frequentare la sezione anche se questo significa rinunciare ad una serata fra amici o a vedere la morosa, rinunce che – secondo Serena – potrebbero fortificare i rapporti più che logorarli.

Anche conoscere il calcio è importante per crescere, ma per conoscerlo si torna sempre in sezione perché è la base che ti forma. Si parte quindi dalla nostra sezione, quella che stasera è un po’ ghiacciata, ma che ti scalda nel senso che ti prepara ad affrontare con sempre più sicurezza le decisioni che siamo chiamati a prendere.

Le partite se ne vanno, ma il marchio di Arbitro (doverosa la lettera maiuscola) rimane sempre. Ed è così che viene naturale ricordarsi più l’accoglienza di una sezione anziché l’esordio nella massima serie; perché l’arbitraggio è importante, ma l’associazione lo è molto di più.

Luca Marcuzzi