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Daniele Orsato ospite della sezione di Udine.

Lunedì 10 novembre Daniele Orsato è stato ospite della sezione di Udine.

Arbitro dal ‘95/96, approda alla CAN dieci anni dopo, dove colleziona 26 gare di A ed altrettante in B. Alla platea degli Daniele Orsato.jpgassociati udinesi Daniele porta dei filmati sulle sue partite, commentandole al momento: un ottimo connubio che permette a chi osserva dalla poltrona di capire cosa vede l’arbitro dalla sua posizione, cosa pensava e cosa sentiva tramite l’auricolare nello stesso istante. “Un giorno Spalletti richiamava dalla panchina De Rossi, chiamandolo per nome. Quel giorno ho rischiato più di una volta di distrarmi, confondendo la sua voce con un suggerimento dell’assistente”. Citazione che ha fatto da apertura anche alla descrizione del loro equipaggiamento per la gara: “Siamo dei robot.” Proprio così Daniele Orsato ha commentato se stesso e gli assistenti prima dell’ingresso in campo, a causa dei numerosi fili e dispositivi che permettono la comunicazione e l’avviso tramite vibrazione tra arbitro e i suoi collaboratori.

orsato.jpgPoi il messaggio principale, ciò che lui reputa più importante in una partita: il rapporto con i giocatori. Sì, perché per riconoscere i falli e sanzionarli “siamo capaci tutti”; mentre per affrontare i calciatori e la gara nel modo giusto, c’è bisogno di particolare attenzione al comportamento nei loro confronti ed alla propria personalità. Ma evitare – raccomanda lui – di fare forzature. Mostrare sempre, e solo, il carattere che si ha.

“Non sono uno che sorride spesso, sono concentrato ed ai calciatori do del lei”; “Non è per fare il sostenuto. Ma è bene distinguere i ruoli”. E che ognuno faccia il proprio mestiere.

 

orsato1.jpgPrima spiega l’utilità dell’immediatezza della sanzione disciplinare, necessaria per risparmiarsi diversi problemi, poi si lascia a una battuta – definendosi “un somaro” riferendosi al pensar comune per il quale l’asino è poco dotato intellettualmente: “L’arbitro osserva, fischia, sanziona; senza il tempo di pensare. E Io sono un somaro”

 

“Io, quando arbitro, arbitro per me stesso. Quando vado in campo, vado a dare il meglio di me stesso”.