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Andrea Romeo a Udine

Arrivare a dirigere cinquantotto gare nel massimo campionato nazionale non è cosa da tutti e per questo quando Andrea Romeo varca la soglia della sezione ti aspetteresti di trovarti innanzi a una autorità della nostra associazione, ma dopo poche battute si intuisce subito la sua diversità rispetto ai rinomati colleghi.

Spigliato, sincero, senza peli sulla lingua: è così che si presenta in apertura di riunione sorprendendo tutti dal primo istante perchè rispetto ai canoni istituzionali delle solite riunioni il buon Andrea non porta nessun discorso pronto ma affronta dal primo istante il fuoco incrociato delle nostre taglienti domande. Così, dopo qualche minuto di proverbiale empasse dettato dal fatto che nessuno si sarebbe aspettato di poter esporre le proprie “raffiche” dopo dieci minuti scarsi di riunione, si inizia a dialogare, con Romeo intento a replicare a ogni quesito.
Vengono affrontati gli argomenti più svariati e ben presto dalle domande scottanti sulla vicenda calciopoli si passa ai quesiti sulle moviole televisive, grazie ai quali il buon Andrea ci fa capire come anche ai massimi livelli si possa sbagliare nella consapevolezza che il punto fondamentale resta la capacità di saper resettare ogni decisione presa e guardare avanti senza alcun tipo di preclusione o condizionamento. Specialmente ai massimi livelli dove, alla partita da novanta minuti che si disputa sul rettangolo verde, ne segue una ben più lunga che dura almeno un paio di giorni contro le moviole di televisioni e giornali. Non discostandosi molto dal tema precedente si affrontano poi gli argomenti attinenti agli aiuti tecnologici dei quali, siamo certi, tutti ne trarrebbero vantaggio specialmente nelle anguste situazioni dove è utopistico riuscire con il solo occhio umano a  valutare se la palla abbia o meno superato interamente la linea di porta. Il nostro ospite si esprime caparbiamente senza esitazioni a favore di un aiuto esterno ricordandoci come già gli arbitri di porta abbiano portato un proficuo giovamento in tal senso. Si sa, infatti, che sei occhi vedono meglio di quattro… ma vuoi mettere la perfezione di un sensore?!
Superato il capitolo “moviolistica” alcune domande si sono incentrate sulla gestione della gara e in questo frangente Romeo ci ha fatto capire come sia importante costruirsi la partita minuto dopo minuto, valutando le possibili situazioni critiche andando a studiare per tempo le varie coppie che si vengono a formare sul terreno di gioco proprio per dar seguito a quella prevenzione che viene tanto nominata al giorno d’oggi!

Dopo qualche battuta qua e là, ci si è imbattuti anche nella figura di Pierluigi Collina che Andrea senza esitare definisce “perfetto” ricordando i tratti della sua professionalità che, unita alla sua maniacale preparazione delle partite, lo hanno fatto diventare senza ombra di dubbio il numero uno al mondo. Così non ci si stupisce più di tanto quando Romeo ricorda quasi con un pizzico di commozione la partita Pisa-Ternana in cui ha avuto l’onore di avere il “maestro” a fungere la funzione di quarto uomo.


La grandezza dell’arbitro Andrea, tuttavia, la si capisce ancor di più sul finire della riunione quando ci racconta come nonostante tutti gli impegni alla Can sia lui stesso a tenere il corso arbitri in sezione e, ancor più delle gare dirette in serie A, vada fiero delle centodue condotte nel campionato cadetto. Il ritratto è quello di un uomo umile e mai sazio. Un uomo da serie A.

Andrea Mitri